IL PROGRAMMA

Dare più voce alla Sardegna in Italia, più forza al nostro Paese in Europa

Meno paura, più coraggio!

LIBERI, SENZA CONDIZIONI

Dare più voce alla Sardegna in Italia, più forza al nostro Paese in Europa: quella che ci attende non è solo una competizione elettorale, ma una sfida più alta per riconquistare il presente delle nostre comunità e restituire un futuro alle nuove generazioni. Vogliamo riportare al centro dell’azione politica non fantomatiche “agende” imposte dall’alto né le logiche divisive di chi dice che “è sempre colpa di qualcun altro”, ma la forza della Sardegna che affronta le sfide del quotidiano: di chi mette al mondo un figlio, di chi risparmia per mettere su casa, di chi prepara un esame universitario, di tutti coloro i quali cercano un lavoro, dell’imprenditore e del professionista che fanno i conti con una scadenza importante, del pastore che fa i conti con le ingiustizie sui prezzi del frutto del suo lavoro. Questa Sardegna è la Sardegna del coraggio, che spesso silenziosamente lotta ogni giorno nella sua battaglia quotidiana, piccola o grande che sia. Noi questa battaglia vogliamo proseguirla al suo fianco, senza lasciare solo nessuno e portare questo coraggio nella politica.

Meno tasse, più fiscalità di vantaggio

Meno tasse, più fiscalità di vantaggio

LA NOSTRA RIVOLUZIONE: FLAT TAX E ZONA FRANCA

Lasciare più denaro alle famiglie e alle imprese genera nuovi consumi, più produzione e conseguentemente nuovi posti di lavoro. I nuovi occupati generano anche più entrate, da usare a beneficio dei più deboli. Ecco perché proponiamo una “flat tax”, con una sola aliquota e con l’esenzione per le fasce di reddito più basse. E’ anche una semplificazione del sistema, che consentirà a ciascuno di fare da solo la dichiarazione dei redditi. La Sardegna, però, vive una condizione di svantaggio rispetto ad altri territori derivante dalla condizione di insularità. Per recuperare questo divario, il nostro impegno è quello di riprendere la battaglia per la zona franca integrale, abbandonata da un centro-sinistra pavido e immobilista. La zona franca è quello strumento che può dare ossigeno alle nostre imprese e che può contribuire ad attrarre nuovi investimenti nella nostra terra.

 

AZZERARE L’IRAP

L’imposta “rapina” colpisce il lavoro a prescindere dal fatto che produca reddito. La cancelleremo per dare un forte segnale alle imprese e a chi ha in animo di aprire un’attività. Su questa proposta la nostra credibilità si fonda sui fatti: nel 2013 in Sardegna abbiamo ridotto del 70% l’imposta, dopo aver ottenuto una storica revisione dell’art. 10 dello Statuto, che consentirà anche per l’avvenire di concretizzare questo risultato.

 

NIENTE TASSE SULLA PRIMA CASA E SULLA PRIMA AUTO

La casa di proprietà non è sinonimo di ricchezza ma, nella stragrande maggioranza dei casi, frutto di anni di lavoro e di sacrifici. Nel 2008 noi abbiamo abolito l’ICI. Ora aboliremo ogni tassa sulla prima casa. Azzereremo anche le tasse sulla prima auto, che per molti italiani è uno strumento di lavoro.

Meno povertà, più lavoro

Meno povertà, più lavoro

PENSIONI MINIME A 1000 EURO AL MESE, UNA PENSIONE ANCHE PER LE MAMME

Moltissimi anziani vivono in condizioni di povertà. Per questo vogliamo aumentare le pensioni minime a 1000 euro al mese per tutti, per 13 mensilità. Sono davvero il minimo per sopravvivere e affrontare le spese di ogni giorno. Lo abbiamo già fatto nel 2001, con un aumento a 1 milioni di lire. Lo rifaremo nel 2018. Daremo finalmente alle mamme, alle donne che non hanno mai svolto un lavoro retribuito ma che per tutta la vita, senza sabati, domeniche né vacanze hanno accudito la famiglia, cresciuto i figli, accudito i propri genitori anziani. Meritano una pensione adeguata.

 

UN AIUTO A CHI È IN DIFFICOLTÀ

Il reddito di dignità è la prima risposta all’emergenza, che vede 15 milioni di italiani in condizioni di povertà. Lo Stato versa una somma mensile necessaria per vivere dignitosamente e la persona viene inserita in un insieme di attività di formazione e di contatto con il mondo delle imprese, in modo che sia stimolata ad uscire dalla sua condizione di indigenza.

 

DECONTRIBUZIONE TOTALE PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

La disoccupazione, specie quella giovanile e in modo particolare in Sardegna, ha raggiunto livelli inaccettabili. In Sardegna un giovane su 3 è tra i cosiddetti scoraggiati, 1 su 2 nelle zone interne non ha un lavoro. Assieme alla riduzione delle tasse, noi proponiamo la decontribuzione totale per le aziende che assumono giovani di età inferiore ai 35 anni. Lo sgravio deve valere sia per i 3 anni di apprendistato che per i primi 3 anni di primo impiego.

Meno emergenza, più sicurezza

Meno emergenza, più sicurezza

STOP ALLE PARTENZE DEI BARCONI DI IMMIGRATI

In questi anni la Sardegna è stata usata dal Governo come terminal degli sbarchi di massa di migranti e tutt’ora è la destinazione della rotta clandestina, che ha come punto di partenza l’Algeria. Negli ultimi tre anni in Italia sono arrivati oltre 600000 migranti, molti dei quali prelevati direttamente presso le coste libiche da navi appartenenti alle ONG. Bisogna stipulare accordi con i paesi Nord-Africani, fornendo loro mezzi e risorse per impedire la partenza dei barconi. Solo chi è davvero rifugiato ha diritto di rimanere in Italia. Per tutti gli altri immigrati irregolari occorre provvedere all’immediato rimpatrio nel Paese d’origine. A questo scopo occorre stipulare altri accordi, finalizzati ad assicurare un rimpatrio ordinato e sicuro.

 

PIÙ MILITARI A PRESIDIO DEL TERRITORIO

Come già avevamo fatto con il nostro Governo, occorre affiancare alle Forze dell’Ordine tutti i militari disponibili, dislocandoli nelle vie delle città. L’incremento dei clandestini, i quali senza un lavoro sono destinati a rafforzare la criminalità piccola e grande e il rischio di attentati terroristici obbligano ad aumentare il controllo del territorio.

 

PIÙ POLIZIOTTI E PIÙ CARABINIERI DI QUARTIERE

Uno dei modi migliori per contrastare le forme delinquenziali che maggiormente intaccano la sicurezza del cittadino è intensificare la presenza di poliziotti e carabinieri di quartiere. Istituiti dal nostro Governo nel 202, consentono alle forze dell’ordine di rispondere in tempo reale alle richieste dei cittadini e aumentare il controllo del territorio da parte dello Stato.

meno isolamento, più continuità

Meno isolamento, più continuità

UNA VERA CONTINUITÀ TERRITORIALE PER LA SARDEGNA

Conduciamo questa battaglia con la credibilità delle cose fatte: abbiamo portato davanti all’antitrust gli armatori per il caro traghetti, abbiamo ottenuto una sentenza storica dalla Corte Costituzionale che stabilisce che la Sardegna non può più essere esclusa dalle decisioni sui collegamenti marittimi, abbiamo varato la flotta sarda, ingiustamente bloccata dall’Unione Europea perché, secondo i burocrati, violava una concorrenza, che in realtà non esiste. La sinistra ha affossato la flotta sarda, ha riesumato il monopolio Tirrenia e con Pigliaru ha firmato un’intesa che ha consentito alla compagnia di tagliare le rotte, risparmiando un sacco di soldi, mentre prende 73 milioni di euro l’anno. Noi vogliamo realizzare una vera continuità marittima, più aperta al mercato e soprattutto con prezzi, frequenze e tariffe adeguate alle esigenze della Sardegna e dei sardi.

Nel 2013, noi abbiamo varato la nuova continuità per Roma e Milano – quella con la tariffa unica, che permette di far venire più visitatori- ed abbiamo approntato anche la nuova CT2 per le rotte minori. Arrivano i professori-pasticcioni e cosa fanno? Cancellano la continuità per Napoli, Bologna, Torino e Verona (CT2), poi non riescono a far partire neppure la nuova continuità per Roma e Milano (CT1) e alla scadenza della nostra (durava 4 anni) neppure riescono far partire la proroga.

Noi crediamo che si debba ripartire dal nostro progetto, con una continuità che sia un vero ponte perché rivolta non solo alla ristretta platea di chi viaggia, ma serva anche a portare qui più turisti: il che significa un mercato più ampio per le nostre imprese locali. Ogni visitatore spende 100 euro al giorno, resta 4 giorni di media. Se moltiplicate questo per il numero dei turisti in più che potremmo portare, condividerete che si tratta di un’iniezione positiva per la nostra economia.

meno globale più locale

Meno globale, più locale

DIFENDERE IL NOSTRO AGROALIMENTARE. PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA NELLE SCUOLE E NELLE MENSE

Difenderemo la qualità e l’origine dei prodotti agroalimentari della nostra terra. Promuoveremo su scala nazionale le azioni, già sperimentate in Sardegna, per distribuire prodotti della nostra terra nelle mense scolastiche e nei servizi di ristorazione collettiva. Ciò significa dare una boccata d’ossigeno ai pastori e agli agricoltori e soprattutto sensibilizzare l’intera comunità sui benefici non solo per la qualità della vita ma anche per l’occupazione e l’impresa derivanti dal consumo di prodotti che provengono dal territorio.

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